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sábado, 9 de fevereiro de 2013

PARODIA DEL CANE SNOW

 
 




Nonô, mio cane fedele, mio cúcciolo caro.

compagno di tante strade e di tante giornate.

Testa vuota, ma hai un cuore di banbino.

Lui mi è sempre vicino in ogni cammino.

Ricordo tutte le volte, devoto compagno,

tante volte hai provato d’essere il mio guardiano.

Il tuo sentimento è puro, vero e sincero.

Nonô, sei sempre con me nel momento del bisogno.

 

A volte, in certi momenti duri della vita,

in cui c’è bisogno di qualcuno che faccia compagnia.

Il tuo sguardo d'amore, protezione, è carino.

E dà la certezza che non sono stato mai solo.

Nonô, mio cane fedele, cagnolino caro.

Abbai e salti felice quando io arrivo.

La tua leale amicizia è di grande impegno.

Nonô, sei sempre con me nel momento del bisogno.

 

Non hai bisogno di abbaiare per dire che mi ami.

ma è tropo bello sapere che sei il mio amico.

 

quarta-feira, 19 de dezembro de 2012

Minha tradução de uma pequena passagem "il porto" do primeiro capitulo do livro do escritor italiano Roberto Saviano "Gomorra: Viaggio nell'impero economico e nel sogno di dominio della camorra"

 

 

 

 

O Porto (tradução)



 

                                                                                                        Pedro Samuel de Moura Torres


 O contêiner balançava enquanto o guindaste transferia-o para o navio. Como se estivesse flutuando no ar. O sprider, o mecanismo que atrela o contêiner ao guindaste, não conseguia controlar o movimento. Os portões mal fechados se abriram de repente e começaram a chover dezenas de corpos que pareciam manequins. Mas as cabeças se esmagavam no chão como se fossem crânios de verdade, e de fato eram.  Saiam das cargas homens, mulheres e também alguns garotos, todos mortos. Congelados, colados uns aos outros. Enfileirados e amontoados como sardinhas enlatadas. Eram os chineses que não morrem nunca.  Os eternos que passavam os seus documentos uns aos outros.  Eis o local onde se acabarão. As fantasias mais cruéis imaginavam os corpos cozinhados nos restaurantes, enterrados no jardim ao lado das Fábricas, jogados na boca do vulcão Vesúvio. Os mortos estavam lá e das cargas caíam em dezenas, com o nome anotado num cartão fixado a uma corrente em volta do pescoço.
 
Todos reservaram dinheiro para serem enterrados nas suas cidades chinesas. Conservavam uma porcentagem do salário, em troca garantiram uma viagem de retorno, uma vez já mortos. Um espaço em um contêiner e uma brecha em qualquer pedaço de terra chinesa. Quando o operador de guindaste do porto me contou, pôs as mãos no rosto e continuava a olhar-me pelo espaço entre os dedos. Como se, escondendo seu rosto, lhe desse mais coragem de me contar. Ele viu corpos caírem e não teve necessidade nem mesmo de acionar o alarme, de advertir alguém. Apenas fez com que o contêiner tocasse a terra e dezenas de pessoas aparecessem do nada, recolocaram tudo dentro e com uma bomba limparam os restos. Era assim que as coisas andavam. Ele não conseguia acreditar, esperava que fosse uma alucinação devido ao excesso de horas extras. Fechou os dedos cobrindo completamente seu rosto e continuou a falar choramingando, mas eu não conseguia mais entendê-lo.

 Pedro Samuel de Moura Torres


 

Il porto (original)

 


Il container dondolava mentre la gru lo spostava sulla nave. Come se stesse galleggiando nell'aria, lo sprider, il meccanismo che aggancia il container alla gru, non riusciva a domare il movimento. I portelloni mal chiusi si aprirono di scatto e iniziarono a piovere decine di corpi. Sembravano manichini. Ma a terra le teste si spaccavano come fossero crani veri. Ed erano crani. Uscivano dal container uomini e donne. Anche qualche ragazzo. Morti. Congelati, tutti raccolti, l'uno sull'altro. In fila, stipati come aringhe in scatola. Erano i cinesi che non muoiono mai. Gli eterni che si passano i documenti l'uno con l'altro. Ecco dove erano finiti. I corpi che le fantasie più spinte immaginavano cucinati nei ristoranti, sotterrati negli orti d'intorno alle fabbriche, gettati nella bocca del Vesuvio. Erano lì. Ne cadevano a decine dal container, con il nome appuntato su un cartellino annodato a un laccetto intorno al collo.
Avevano tutti messo da parte i soldi per farsi seppellire nelle loro città in Cina. Si facevano trattenere una percentuale dal salario, in cambio avevano garantito un viaggio di ritorno, una volta morti. Uno spazio in un container e un buco in qualche pezzo di terra cinese. Quando il gruista del porto mi raccontò la cosa, si mise le mani in faccia e continuava a guardarmi attraverso lo spazio tra le dita. Come se quella maschera di mani gli concedesse più coraggio per raccontare. Aveva visto cadere corpi e non aveva avuto bisogno neanche di lanciare l'allarme, di avvertire qualcuno. Aveva soltanto fatto toccare terra al container, e decine di persone comparse dal nulla avevano rimesso dentro tutti e con una pompa ripulito i resti. Era così che andavano le cose. Non riusciva ancora a crederci, sperava fosse un'allucinazione dovuta agli eccessivi straordinari. Chiuse le dita coprendosi completamente il volto e continuò a parlare piagnucolando, ma non riuscivo più a capirlo.


SAVIANO, Roberto. Gomorra. Collana Strade Blu, Arnoldo Mondadori Editore, 2006. pp. 331. ISBN 8804554509
 
 
Filme
 
 
 

terça-feira, 18 de dezembro de 2012

Le mie risposte in prospettiva brasiliana alle domande dal scrittore italiano Fabio Stassi sul suo libro "È finito il nostro carnevale"

 

                                    È finito il nostro carnevale

 
 
 
           

 



                                                                     Le mie risposte




 

1)  Anche per voi, la coppa Rimet ha un significato simbolico, rimanda a qualcosa che si è perduto?
_La coppa Rimet rimanda alle 3 vittorie che aveva il Brasile e anche rimanda ai furti dei trofei. La coppa  rimet rimanda alla donna che il protagonista Rigoberto si è innamorato, Consuelo, che è stata la magnifica modello per la creazione del trofeo, la Diosa. Quando consuelo fu scomparsa lui si promette di rubare il trofeo diventando il simbolo di tutte le speranze perdute degli uomini.

 
2)  Pensate che l'idea che in questo libro emerge del Brasile sia retorica ed esotica e lontana dalla verità?
_Credo che l´imagine descritte del Brasile sia supperficiale, vista dall´altro, però non lascia di esprimere un po la sua verità. In questo romanzo si fa molti riferimenti alla cultura brasiliana, come la cultura della divinità baiana (orixàs), le celebrazioni con il carnevale, e anche molte personalitá brasiliane, come Vinicius de Morais, ecc, e anche sono usate molte parole e espressioni del contesto brasiliano.
 
 

3)  Credete che questo sia un libro basato sulla nostalgia del passato oppure sulla nostalgia di un futuro migliore di quello che finora abbiamo vissuto?
_Credo che sia basato sulla nostalgia del passato dato che la storia segue in un contesto storico e di un tempo già completato, gli eventi  sono già passati da alcuni anni e sono raccontati utilizzando il passato remoto.  Nostalgia di un tempo in cui "la vita era piena di goal e si moriva meno per incidenti d’auto e più per un futuro imperfetto", nostalgia di un tempo in cui, viaggiando, le cose si trattenevano senza doverle fotografare, nostalgia di un calcio e di un mondo che avevano un alone romantico e che negli ultimi anni hanno perso qualcosa di importante.
 


4)  La lingua usata, il ritmo della frase, in questo romanzo è in qualche modo musicalmente affine alla bossa nova o al portoghese?
_Si, perchè spesso fa riferimenti alle musiche brasiliane, principalmente alla bossa nova di Vinicius de Morais. Ed usa molte parole brasiliane.

 
 
5)  Conoscete altri scrittori italiani? Oppure, quale rapporto vi sembra che ci sia tra questo libro e la letteratura sudamericana?
_Forse il rapporto sia datto in rispetto alla realtà vissuta nel contesto sociale, politico e culturale, generalmente affrontati nella letteratura sudamericana. In questo caso, si è appopriato di un sport, il calcio, che è un epicentro del romanzo e della gente brasiliana e anche dei concetti culturali inerenti a un popolo. Il calcio diventa metafora della politica e è la chiave per comprendere il secolo che sta per chiudersi.
 
 
6)  Esiste in Brasile il mito della Parigi letteraria degli anni Venti e di Hemingway?
_Si, Parigi è considerata come la capitale del XIX secolo, è stata un grande mito per la letteratura, il cinema e la fotografia in tutto il mondo, come tema per le canzoni, e come la capitale della cultura, delle arti e come una Parigi di festa. Hemingway ha anche contribuito molto alla letteratura con il suo famoso “stile raffinato” e con le sue storie nella quale vagavano imagini di violenza della seconda guerra mondiale che lui aveva vissuto.
 
 

7)  Il personaggio di Rigoberto, con tutte le sue diverse origini, è credibile come un tipo "brasiliano"? cosa pensate di lui? è solo un ladro oppure un bugiardo? Credete che la letteratura sia un'arte della menzogna?
_Si, Credo che lui rappresenta bene il popolo brasiliano perché è meticcio avendo molte origini diverse che coincide con la nostra realtà di persone miste. Credo che la letteratura rappresenta la realtà ma in modo più decorati, ricreato, e anche tendenziato alla imaginazione e alla lettura sul mondo dello scrittore. Nel romanzo lui è rappresentato come il ladro del trofeo però la ragione di tale furto è manifestata come giustificativa della sua situazione, quindi lui sarebbe un ladro e bugiardo di giusta causa. Credo che la letteratura possa essere usata per bene o per male, si può essere utilizata come un mezzo di informazione e comprensione del mondo in cui viviamo oppure di illusioni e fantazie che non servono a niente.



8) In questo romanzo ci trovate anche un discorso sulla forma romanzo? Un discorso sul romanzo come gioco e favola e sovversione e speranza? 
_Si, il soggetto principale si sviluppa da un gioco, il calcio, contenendo il discorso su questa base. C´è l´idea di  sovversione, quando lui furta la diosa infrangendo la legge della società; la speranza, quando lui proietta il suo desiderio nella acquisizione della diosa simbolizando tutte le speranze degli uomini.    



9)  Mi indicate uno scrittore brasiliano, secondo voi, da tradurre in italiano?
_Uno dei più conosciuti e noti è Machado di Assis, ma mi piace anche Paulo Coelho e José de Alencar. Credo che Machado di Assis sia uno dei più conosciuti perchè era molto inteligente e con molta conoscenza del mondo e dentro della sua visione del mondo si mesclavano un pensiero antico e contemporaneo allo stesso tempo. Lui è considerato il maggiore scrittore di drama umano di tutti i tempi. Machado continua ad essere onnipresente e atemporale nella letteratura brasiliana. I temi che Machado di Assis affronta nelle sue opere di solito sono: l´adulterio, lo scetticismo, il denaro, la follia, le donne, la politica, la seduzione, l´essere e parere, l´orgoglio, l´umorismo.

 

 

 

La mia visione critica del testo "Vivere in Brasile"





                                                                                                       Pedro Samuel de Moura Torres


A mio parere penso che sia più facile per uno straniero, soprattutto di paesi sviluppati, essere benvenuto qui in Brasile per il motivo che il Brasile fu una colonia e che continua ad aver bisogno di strutture, e credo che sia esattamente per questa mancanza di base più forte che il brasiliano si sente in dovere di sottoporsi ad altri paesi considerati superiori. Mentre al contrario, per un brasiliano vivere bene in Italia, o in un altro paese sviluppato, credo che ci siano molte burocrazie, molte difficoltà. Come possiamo vedere nel testo, il prof. Mauro si è già stabilito qui in Brasile appena ci è arrivato. Penso che sia per questo e per altri motivi che Mauro abbia l´impressione di avere fatto la scelta giusta, anche perché lui dice di avere trovato tanta bellezza e sensualità.



domingo, 16 de dezembro de 2012

Narciso (italiano)

 
 
 
 
                                         Pedro Samuel de Moura Torres
  
Un sogno così sognato di principi, amore non convenzionale, il cui classico se attribuì soltanto nella dolcezza candida e affascinante vissuta da noi due. Una fiaba dove la principessa era in vacanza. Come un leggero scherzo tutto è cominciato e ho scoperto in te cos´era l´amore. Fantasie di Giovani ardenti di passione, desideri proibiti uccidendoci d´ardore. Mi hai trascinato con il tuo desiderio giovanile e furioso come un astro glorioso senza chiedere permesso hai cominciato a sedurmi con il tuo bacio delizioso e con il tuo modo affettuoso che mi ha convinto del tuo appello caloroso. Trascorrevano i miei minuti succhiando le tue labbra, il tuo palato, il tuo spirito corteggiatore inebriava me con tuo furore a toccarmi. Complice del mio sogno e delle mie fantasie, compagni di letto, docce incontro effimero di anime di essenza idilliaca nel petto. Due angeli se toccavano, vietati se specchiavano: sesso degli angeli si avventuravano nei loro abiti terreni si incrociavano, oh audacia che mi provocava!
 

Io vedevo me stesso in te, e tu vedevi te stesso in me, specchio, specchio sul muro, chi sto baciando se non me stesso? Riflettevo in te, m’intravedevo nei tuoi occhi, mi mostrava la tua calma, oh riflesso della mia anima! La tua divertente furfanteria era mia, anche il tuo modo puerile, il tuo brillio rispecchiava nei miei occhi e con il tuo magnetismo m’intratteneva.  E la giovane età ci conferiva la purezza e l’innocenza di ciò che vivevamo in quell´atto d´amare. Scoprendo le nostre labbra, nostra pelle, nostra identità per formarsi, chi era te se non io? Mi sono perso in incontrarti, incontrando ciò che era tuo. Tuoi occhi mi guardavano vedendo a te, miei occhi ti ammiravano vedendo a me. Mi conosceva più di me stesso, sapeva dei miei desideri prima che gli rivelassi, poiché possedeva le tue capienze, sintonia armonica delle anime, consonanza d’idee, equità corporea e mentale. Fratello gemello, tuo amore è mio, anime gemelle sono tutto tuo. Tua struttura e dimensioni coincidevano con la mia, tuo corpo toccava il mio in ciascun’estremità si sentiva tuo piacere localizzando il nostro io. Nostre labbra ardenti e sacre si dilettavano, tue labbra nella mia m’impressionava. Amici o amanti? Che cosa faccio con te se non il più pazzo delle follie di pericolo?
 

Con la tua infiammabile fiamma sinuosamente mi seduceva mostrandomi che diverse alternative se producevano, che il nuovo dà piacere, hai convertito il mio volere sulle possibilità di viversi. La tua compagnia m’inspirava poesia con la tua voce dolce e angelicale noi ci combinavamo e ci effondevamo con la tua maestosa melodia. Il tuo tono era risonante al mio, ci formavamo insieme una bellissima canzone con lo stesso battito del cuore. Sogno mio, sogno tuo, noi due insieme ci incorporavamo il Romeo.  Juliette non sapeva di ciò che succedeva, poiché segreti cosi solo noi due condividiamoci. Il tuo gioco di parole, il tuo discorso, la tua seduzione, la tua bela rima piena di armonia in tutto che eri, in tutto che toccavi trasmetteva la tua potente energia e il tuo fascino schiacciante conquistava il mio amore. Tu mi manifestavi il dolce candore selvaggio della tua pelle, del tuo modo, del tuo io, modo molto somigliante al mio. Circostanza singolare e inusitata: proibiti intimi, ho navigato in tuo barco di sogno e nel tuo riflesso corrispondente ho visto un sorriso ridendo. Mi sono confuso in te, già non sapevo chi era chi, il soggetto e l’oggetto non esistevano, soltanto tu ed io ci coinvolgiamo, ragazzi si capiscono.
 

Il tuo abbraccio di leone m’involgeva con ardore accarezzando mio fragile cuore. Estasiava me la tua delicata audacia e sinestésicamente mi baciava. Nostra inspirazione se armonizzavano con tutta quella familiarità; mi sono ipnotizzato nei tuoi occhi, nelle tue labbra.  La mia intimità non era per te labirinto, invece, miei misteri ti riflettevano i tuoi stessi istinti. La tua aura possedeva il tono azzurre e rosa con la mia azzurre marino e rosso, la tua figura riluceva nel mio specchio. La tua magnanima bellezza, nostra stessa misura fondiamoci trasbordando formosità, la tua beltà dilettava miei occhi, esponendoti la mia ansia di essere tuo e tu di essere interamente mio. Specchio, specchio sul muro, chi sei tu se non me stesso? Ho sognato con te scoprendo mio sorriso che per te rivelavate i miei segreti d´amore, di passione, di furore. Sondavi i miei misteri con la tua occhiata cosi intima, svelando la mia anima, il desiderio si espandeva tra la nostra complicità in un anello con le mani formando un solo cuore, infiammavano i nostri corpi al contatto ardente della attrazione.

 
Ho sentito il tuo fiammante desiderio corrispondendo alla mia pelle pulsante, i tuoi capelli lisci d´ebano, il tuo tocco, il tuo corpo caldo come un dio, i tuoi ormoni si potenti come i miei. Le tue mani forti congiunte alle mie guidando me alla tua dolce sinfonia, strappando il mio respiro e sperimentando la tua euforia. La tua sensibilità era un dono divino che quando si aggiungeva alla mia si esplodevano i tuoi sentimenti di ragazzo. Il tuo sospiro sopra il mio, la pelle morbida del tuo viso sfregando nella mia faccia portando me all’apogeo. Con veemenza mostrava me il dolce desiderio proibito del tuo ardore incompreso. Mi seduceva nel mio tentativo riluttante di evitarti, di allontanarti, è stato scappando da te che non ho potuto trattenerti e ti ho lasciato portarmi. Ho condiviso con te i desideri segreti, nostri occhi scambiando i riflessi affascinanti uno all´altro nella sintonia perplessa. Abbiamo sdraiato uno sopra l´altro, la tua pelle caustica di passione scremando, la tua bocca piena di velleità, incontravo il mio altro. Incontro di anime appassionate se svelando e con i sensi della pelle infiammandosi.

 
Di virtuale a reale, il nostro incontro proibito è stato come un flash, un sogno che non ritorna più il cui la perfezione non riusciva mai a se riprodurre e la ragione di questa incidenza oltrepassava le legge fisiche, mostrando che l´amore va molto otre. Mi hai offerto il tuo corpo con labbra di miele cosi molto sottilmente e intensamente che ho potuto intravvedere il settimo cielo. Un astro che passa come eventualità molte rare. Come posso incontrarmi in te? Le tue parole erano mie, i tuoi occhi erano miei, la tua bocca era la mia, i tuoi capelli erano i miei, il tuo corpo era il mio, il tuo colore la mia, la tua pelle la mia, i tuoi pensieri i miei, i tuoi ormoni i miei, la tua età la mia, il tuo sesso il mio; chi sei tu si non io? Nelle pietre dalla spiaggia con la luna che ci osservava, hai osato baciarmi, rubandomi le mie convinzioni, le mie certezze e illusioni; con le tue labbra sensuali mi hai sedotto con i tuoi verbi e la tua lingua impertinente mi confondevi, la tua bocca nella mia era una solo, la tua allettante ragione mi ha convertito, le tue mani audaci mi toccavano e nella mia pelle rabbrividisce.

                                                                                                            Pedro Samuel de Moura Torres